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Spunti di riflessione in un mare di attualità.

La disfatta di Enigma e la morte di un genio

Enigma cos’è e come funziona?

La più celebre delle macchine cifranti del XX secolo è certamente l’Enigma usata dall’esercito e dalla marina tedesca fino a tutta la seconda guerra mondiale.

Nella prima metà del XX secolo cominciarono a diffondersi macchine cifranti a rotori, sul modello del cilindro di Jefferson reinventato da Beziers.

La più celebre di queste macchine è l’Enigma inventata nel 1918 dal tedesco Arthur Scherbius e successivamente modificata e migliorata fino al 1925; l’esercito e la marina tedesca la adottarono per le comunicazioni segrete dal 1925 fino alla seconda guerra mondiale.

La macchina ha al suo interno un certo numero di rotori intercambiabili con 26 posizioni a scatto prefissate, indicate con le 26 lettere dell’alfabeto su alcuni modelli, su altri invece con 26 numeri da 01 a 26; le 26 posizioni anteriori sono collegate elettricamente in modo disordinato con quelle posteriori; i tre (o più) rotori sono liberi di ruotare secondo un meccanismo tipo contatore, ogni 26 scatti del primo rotore si ha uno scatto del secondo e così via(vedi la struttura matematica dell’Enigma); quando l’operatore preme un tasto p.es. la A un segnale elettrico passa da rotore a rotore fino al rotore finale detto il riflettore e quindi torna indietro fino a mostrare una lettera illuminata che è il carattere cifrato. Se i rotori fossero fissi si tratterebbe di una cifra monoalfabetica, ma poiché ad ogni pressione di tasto i rotori avanzano di un passo, cambiando di fatto la tabella di sostituzione letterale; si tratta di una cifra polialfabetica.

Enigma
Enigma

I primi modelli avevano in dotazione tre rotori che potevano essere posizionati in tre posizioni all’interno della macchina (3*2*1 = 6 disposizioni possibili); in seguito l’esercito tedesco aumentò a cinque il numero di rotori disponibili portando a 60 (5*4*3) le disposizioni possibili dei rotori. I militari tedeschi per aumentare la sicurezza aggiunsero sul frontale della macchina un pannello con 26 prese elettriche che usando un massimo di 13 cavetti permettevano di scambiare tra di loro alcune lettere aumentando di molto la sicurezza della macchina rispetto alla versione commerciale.

L’Enigma è una macchina simmetrica, nel senso che se la lettera A è cifrata con la G in una certa posizione del testo allora nella stessa posizione la G sarà cifrata con la A. La stessa macchina serve quindi per cifrare e decifrare; una grossa comodità operativa che è però anche una debolezza crittografica.

Non esiste possibilità di stampa, dunque l’operatore deve copiare a mano, carattere per carattere il messaggio cifrato da trasmettere.


La chiave dell’Enigma è quindi la disposizione iniziale dei rotori oltre a quella dei cavi sul pannelo anteriore; questa chiave veniva cambiata dalla marina tedesca ogni 24 ore secondo una regola o una tabella prefissata; in definitiva la vera chiave segreta era questa tabella. Anche i collegamenti interni dei rotori sono segreti.

Inoltre si possono disporre in modi diversi tre rotori da una dotazione di n rotori con cablaggi diversi, e quindi vi sono nP3 = n(n-1)(n-2) disposizioni possibili. La posizione iniziale dei rotori è una tra 26^3 e ancor più elevato è il numero di possibili cablaggi sul pannello anteriore.

Secondo la NSA il numero teorico di combinazioni è 2 x 1045. Questo numero astronomico però si basa su un numero di rotori possibili di 26! valore enorme ma puramente teorico(*); nella realtà il numero di rotori effettivamente costruiti era ovviamente enormemente minore, e quello dei rotori in dotazione a una macchina era come detto limitato a tre rotori o poco più.

Una fama paradossalmente dovuta al suo fallimento che ne fa una sorta di Titanic della crittografia.
In effetti già nel 1932 i matematici polacchi Marian Rejewski, Henryk Zygalski e Jerzy Rozicki erano riusciti a forzare l’Enigma e a ricostruire una copia della macchina stessa sfruttando una grossa leggerezza dei cifratori tedeschi; furono utilizzati anche vari dispositivi meccanici utili per ricostruire velocemente il messaggio segreto: il ciclometro, i fogli perforati e le bombe crittologiche usate in seguito anche dagli inglesi.

Il 25 luglio 1939 nell’imminenza dell’attacco tedesco alla Polonia si tenne a Varsavia una riunione tra gli uffici cifra polacchi, francesi e inglesi, nella quale i polacchi misero a disposizione degli alleati i loro metodi per forzare l’Enigma. Nello stesso anno gli inglesi avevano trasferito nel villaggio di Bletchley Park a metà strada tra Oxford e Cambridge la sede del loro servizio di decrittazione, noto con il nome di Ultra. È singolare che Rejewski, nel frattempo fuggito in Francia, non sia mai stato invitato a partecipare a questo progetto.

The Imitation Game, film uscito da poco che parla del genio di Turing
The Imitation Game, film uscito da poco che parla del genio di Turing

Partecipava invece attivamente a Ultra il matematico inglese Alan Turing (1912-1954), noto soprattutto come padre dell’informatica teorica per la sua macchina di Turing, che ideò nuove e più efficienti bombe crittologiche così che l’Enigma fu nuovamente e sistematicamente forzata. Nel 1942 si arrivò a decrittare più di 80000 messaggi cifrati tedeschi al mese!!

Questa impresa restò per molti anni coperta dal segreto militare e solo a partire dagli anni ’70 cominciò ad emergere la vera storia dell’Enigma e della sua decrittazione; e non è inverosimile che non tutti i dettagli siano stati resi pubblici. In particolare il ruolo dei polacchi fu riconosciuto pubblicamente solo nel 1989 in un discorso a Danzica dell’allora Presidente USA George Bush [Senior].

Contrariamente a quello che si legge su alcuni libri e siti web, non hanno viceversa nulla a che fare con la disfatta dell’Enigma i Colossi, vere e proprie macchine calcolatrici programmabili che furono progettati specificamente per forzare la ben più sofisticata macchina Lorenz usata dagli alti comandi tedeschi.

L’aver forzato, sin dall’inizio della guerra, l’Enigma (nonchè altri cifrari tedeschi e giapponesi) fu un fattore di grande importanza per la vittoria degli anglo-americani nella II guerra mondiale.

Alan Turing – Vita e morte di un genio

turingAlan Mathison Turing (Londra, 23 giugno 1912 – Wilmslow, 7 giugno 1954) è stato un matematico, logico e crittografo britannico, considerato uno dei padri dell’informatica e uno dei più grandi matematici del XX secolo.

Il suo lavoro ebbe vasta influenza sullo sviluppo dell’informatica, grazie alla sua formalizzazione dei concetti di algoritmo e calcolo mediante la macchina di Turing, che a sua volta ha svolto un ruolo significativo nella creazione del moderno computer. Per questi contributi Turing è solitamente considerato il padre della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale, da lui teorizzate già negli anni trenta (quando non era ancora stato creato il primo vero computer).

Fu anche uno dei più brillanti crittoanalisti che operavano in Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale, per decifrare i messaggi scambiati da diplomatici e militari delle Potenze dell’Asse. Turing lavorò infatti a Bletchley Park, il principale centro di crittoanalisi del Regno Unito, dove ideò una serie di tecniche per violare i cifrari tedeschi, incluso il metodo della Bomba, una macchina elettromeccanica in grado di decodificare codici creati mediante la macchina Enigma.”

E questo ciò che dice Wikipedia su di lui, ma sebbene le sue scoperte furono gloriose la sua morte non lo è stata….ed è tutt’ora avvolta nel mistero.

Nel 1952, il matematico e crittografo londinese fu condannato per la sua omossessualità. Aveva denunciato un furto a casa sua, ma gli inquirenti avevano scoperto che il ladro aveva una relazione con lui. Fu così condannato per “pubblica indecenza” e costretto a scegliere tra il carcere e la castrazione chimica. Turing optò per la seconda opzione, ma dovette anche sottoporsi a massicci trattamenti di ormoni per curare la sua “devianza”, oltre a sentirsi continuamente controllato. Nel 1954, Alan chiuse la sua esistenza all’età di 41 anni dando un morso a una mela intrisa di cianuro, nella sua camera a Wilmslow.

Leggenda narra anche che quella mela morsa divenne poi il simbolo di Apple…

Questa, almeno, è la fine della storia sposata dall’ufficialità. Ma nei sessant’anni trascorsi da allora, ha sempre aleggiato il dubbio che si sia trattato di un omicidio, quantomeno di un suicidio indotto. Turing che la fa finita perché stremato da tanta persecuzione. Oppure, Turing ucciso perché sapeva troppo.

Sussurri che oggi prendono fiato fino a tramutarsi in grida, con la pubblicazione di un libro di Roger Bristow, ex sindaco di Milton Keynes, la “new town” presso Oxford che nel 1967 inglobò alcune precedenti municipalità. Tra queste, Bletchley, dove Turing svolse i suoi studi sul codice Enigma. Alla ricerca della verità su Turing, Bristow ha dedicato trent’anni della sua vita.

La prova regina che Bristow esibisce è una nota dell’anatomopatologo che esaminò il cadavere dello scienziato, a margine del verbale in cui si certificava il decesso per avvelenamento. “La morte sembra avvenuta in circostanze violente”, scriveva il medico. A questo punto, Bristow passa al movente. Se violare i segreti di Enigma aveva assicurato a Turing la gloria, il lavoro su un altro codice ne aveva decretato la condanna a morte. Ricorda Bristow come Turing fosse coinvolto in un’altra operazione, denominata “Verona”: la decifrazione di segnali radio russi per identificare agenti di Mosca negli Usa. Avrebbe così scoperto quanto l’infiltrazione fosse profonda e grave. Gli uomini dei servizi russi erano riusciti a penetrare l’amministrazione americana occupando anche posizioni di rilievo. Uno di essi risultava essere addirittura l’assistente personale del presidente Roosvelt. Informazioni non solo “pericolose”, ma tanto “imbarazzanti” per i vertici dell’Fbi. Di qui, la decisione dei federali di mettere a tacere per sempre lo scienziato.

Insomma pensatela come volete…in fondo sarà sempre uno dei grandi misteri che avvolgono la seconda guerra mondiale…

Andrea Donadelli

Andrea Donadelli